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MARIANA CREANGA
Dal 2004 sono iscritta alla Camera di Commercio Industria e Artigianato di Milano e, di seguito, all’Albo dei Consulenti Tecnici del Tribunale di Milano, al ruolo dei Periti e degli Esperti, come traduttore-interprete di lingua rumena. La mia attività in tale veste si è concentrata inizialmente nel settore penale: interprete d’udienza, perito ausiliario del PM, perito di parte – assistenza avocati. Dal 2011 sono diventata socio ordinario di AITI – Associazione Italiana Traduttori ed Interpreti, sezione Lombardia. La mia esperienza si è arricchita notevolmente, sia in ambito giuridico che commerciale e, ultimamente, nel settore medico.

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Partita IVA e Fisco, novità 2016

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Partita IVA e Fisco, novità 2016

Da gennaio il governo taglia le aliquote. Il contributo previdenziale scenderà al 25%, sconto da 80 euro al mese. Cocopro nell’Inps

Oggi una partita Iva iscritta a «Inps 2» paga il 27 per cento del reddito, più un altro 0,72 per cento per limitate prestazioni assistenziali. Un’aliquota congelata due anni fa, e che nelle intenzioni del legislatore avrebbe dovuto già salire al 33 per cento dei lavoratori dipendenti. Per i collaboratori a progetto quella soglia è ormai vicinissima: oggi è al 32 per cento, nel 2018 sarà equiparata. Sul tavolo del sottosegretario Tommaso Nannicini c’è un dossier pronto a confluire nella legge di bilancio e che dal primo gennaio introdurrà due novità sostanziali. La prima è la cancellazione di ogni aumento per le partite Iva, e la riduzione dell’attuale aliquota dal 27 al 25 per cento, appena un punto in più di ciò che oggi l’Inps chiede ad artigiani e commercianti. Salirà invece di qualche decimale (fino all’1 o all’1,25 per cento) la quota destinata al finanziamento delle prestazioni assistenziali, che verranno allargate. Non solo quelle in caso di malattia, ma una delle ipotesi è anche di finanziare un fondo per l’acquisto di beni strumentali.

 

L’altra mossa riguarderà i collaboratori a progetto: per loro è previsto il passaggio alla gestione ordinaria dell’Inps. Nel giro di pochi anni questi ultimi potranno contare su prestazioni pari a quelle di un lavoratore dipendente, dalla maternità alla malattia. Qui basti un esempio: in caso di perdita del lavoro un collaboratore a progetto oggi riceve un reddito per sei mesi, domani avrà diritto alla Naspi, il sussidio di disoccupazione garantito per due anni a qualunque assunto a tempo indeterminato. «Ci dovrà essere un passaggio transitorio e graduale, ma l’obiettivo è l’equiparazione dei diritti», dice una fonte tecnica impegnata nella definizione del testo.

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